La personalità della Nitro è un po’ tutta in quello spot dove basta dare contatto alla sport utility americana per far esplodere l’auto vicina, in panne e bisognosa di corrente.
Tutto va in questa direzione, compreso il look: un muso largo, squadrato, tutto “muscoli” e aggressività, e con una carica esplosiva alla nitroglicerina.
Anche il “2800 CRD”, già apprezzato su altri modelli di famiglia, di grinta ne ha da vendere. Con 177 CV e, soprattutto, 460 Nm di coppia il quattro cilindri common rail ha un buon temperamento. Spinge sempre con una certa vivacità, anche a basso regime, ed è sfruttabile in un ampio campo di funzionamento.
A confermarlo ci sono le brillanti prestazioni misurate (“0-100” in 10,8 secondi e “70-120” in meno di 10), ma soprattutto la piacevole sensazione di trovarsi al volante di una vettura disinvolta, pronta a recepire le sollecitazioni dell’acceleratore, specie in ripresa, complice il cambio automatico e nonostante l’handicap di una massa rilevante: quasi cento chilogrammi oltre il “peso forma” delle concorrenti più leggere.
In curva la Nitro si corica parecchio e, al limite, sottosterza ma dà sempre una certa confidenza al conducente, che ne avverte subito l’affidabilità e non si aspetta reazioni imprevedibili, nemmeno nelle manovre più critiche, dove comunque può sempre contare sull’intervento deciso, anche troppo marcato, del controllo di stabilità, tra le cui funzioni comprende anche un sistema antiribaltamento (Electronic Rollover Mitigation). Il tocco finale è assicurato dal cambio automatico, un cinque marce in buon accordo col motore.
La Nitro non ha particolari ambizioni in fuoristrada. Del resto non è attrezzata per i terreni più insidiosi.