Pochi mesi fa, con la coupé a cinque porte A7 Sportback ha debuttato la scocca destinata alle Audi mediograndi; è realizzata con molti elementi in lega d’alluminio, per contenere il peso. Su questa base arriva adesso la nuova versione di un “classico” della casa tedesca, la grossa berlina Audi A6. Dimensioni e forme generali non cambiano: è un insieme elegante (anche se non originalissimo) caratterizzato dal tetto ad arco, fiancate “pulite”, coda corta con fanali orizzontali e il muso con calandra tipicamente Audi. Rispetto al modello precedente, non manca un pizzico di grinta, legata ai fari dal profilo “mosso”. Da notare, poi, che il passo (la distanza tra il mozzo delle ruote davanti e dietro) è cresciuto di 7 centimetri; così si riduce lo sbalzo anteriore, e la fiancata risulta più equilibrata. Al posto guida dell’Audi A6 ci si trova bene, seduti piuttosto in basso, con l’ampio tunnel centrale che separa nettamente i due sedili e di fronte al bel cruscotto con i due grandi (e ben visibili) strumenti circolari retroilluminati. La plancia dell’Audi A6 non ha forme particolari: è semplice ma piacevole. Il 3.0 V6 con compressore volumetrico si avvia premendo un pulsante sulla consolle. Basta sfiorare l’acceleratore per capire che è tutt’altro che “pacioccone”; prende (e perde) i giri con la rapidità e la prontezza di un vero motore sportivo, del quale ha anche la voce, acuta e nervosa, e l’allungo: la lancetta del contagiri si arrampica senza esitazioni fino a quota 7000. Oltretutto, il 3.0 è ben accordato con il cambio S tronic a doppia frizione, che inserisce rapidamente le sette marce e risponde con poco ritardo quando lo si usa in modo manuale.