La seconda generazione segna il passo della maturità per la X1: è più bella, spaziosa e trasmette un piacere di guida raro nel suo segmento.Quando la guardi per la prima volta capisci che con la prima generazione non c’entra più nulla, in Bmw hanno deciso così di stravolgere gli schemi e far diventare la X1 una “baby X3”. Quindi il vantaggio di questa nuova era è notevole: la X1 è ora più bella, ci ha guadagnato in personalità, in eleganza, ma anche in sportività, in base agli allestimenti e ai materiali di rifinitura che si scelgono. Ultimo, ma non ultimo, una guidabilità di alto livello, in pieno stile Bmw, con la consapevolezza (una volta che ci si pone alla guida) che si è certamente al volante di un crossover, ma il piacere percepito è quello che, normalmente, regala una berlina.La prima dote che riconosciamo alla nuova X1 è la versatilità: grazie alle sue dimensioni in città gira che è un piacere, sulle tortuose statali e tra i tornanti di montagna si muove con agilità, in autostrada fila liscia con un comfort che strizza l’occhio al segmento superiore. L’esemplare della nostra prova è in versione xDrive 25d, con a 8 marce, 231 CV di potenza massima, 450 Nm di coppia, trazione integrale e, secondo quanto dichiarato dalla Casa tedesca, uno 0-100 km/h coperto in 6,6 secondi e una velocità massima garantita di 235 km/h. C’è poco da dire in merito, il propulsore spinge bene e forte sia in basso che in alto, assecondato da un cambio che non si tira mai indietro, né quando deve favorire il comfort, né quando deve aiutare la guida sportiva.