Riprogettata da cima a fondo nel 2017, la BMW X3 ha mantenuto le caratteristiche principali del modello che ha sostituito, migliorando nelle finiture e nella tecnologia di bordo. Di qualità, infatti, montaggi e materiali, che sembrano ancora più preziosi grazie alle superfici laccate di tunnel e consolle e ai molti inserti metallici di serie, per esempio nelle porte e nelle palette del cambio. E non mancano neppure optional raffinati: dal rivestimento in simil-pelle (sintetica ma di bell’aspetto) della plancia ai tasti in metallo galvanizzato. A muoverla ci pensa un riuscito 3 litri a gasolio, con sei cilindri in linea: è silenzioso (solo a pieno carico si sente la sua “voce”, mai sgradevole) e spinge dai giri più bassi; ha un’erogazione priva di buchi e non trasmette tremolii. È abbinato al valido cambio automatico a otto marce, tanto dolce quanto rapido, e alla trazione integrale: in condizioni normali, il 60% della potenza arriva al retrotreno ma una frizione multidisco gestita dalla centralina elettronica permette di inviarne fino al 100% alle ruote anteriori o posteriori. Per contro, la suv tedesca impiega due bracci inferiori (anziché uno) entrambi in leggero alluminio: ciascuno compie un movimento diverso, il che riduce un po’ il rollio in curva e l’affondamento del frontale in frenata, migliorando agilità e tenuta di strada. Lo sterzo a demoltiplicazione variabile (che va pagato a parte) rende più pronta la sterzata, ma il rollio si nota pure in modalità Sport. Corposa, l’erogazione del 3.0 è così lineare che non pare così vigorosa come dimostrano invece i dati rilevati. Utili le palette al volante e molto buone le percorrenze lette sui nostri strumenti: 15,9 km/l in media.