La Jaguar E-Pace è la suv più compatta proposta dal marchio britannico: lunga 440 cm, condivide la meccanica con la Range Rover Evoque, e anche se ha un’impostazione sportiveggiante, offre interni spaziosi. La 2.0d da 150 CV che abbiamo provato è la turbodiesel di potenza intermedia e ha il cambio automatico a 9 marce (fluido ma non velocissimo), oltre a un raffinato sistema di trazione integrale che distribuisce automaticamente la coppia in base alle condizioni di guida e di aderenza: in partenza, alle ruote davanti ne viene inviata il 60%, e si sale al 90% ad andatura costante una volta superati i 35 km/h; ma, se il grip è critico, la ripartizione fra i due assi passa al 50:50 la Jaguar E-Pace ha interni curati, oltre che piacevoli nel design. Razionale la disposizione dei comandi, fra i quali le grandi manopole del “clima” bizona che servono, se premute, anche a regolare riscaldamento delle poltrone; il tasto del freno a mano a sinistra del volante, però, è scomodo. Molte funzioni di bordo della Jaguar E-Pace si gestiscono dallo schermo tattile di 10” del sistema multimediale. A bordo della Jaguar E-Pace si viaggia comodamente, complice la buona insonorizzazione dell’abitacolo: il rumore dell’aria che scorre sulla carrozzeria si fa sentire poco e lo stesso vale per il turbodiesel che, in nona marcia, sviluppa i 130 km/h a soli 1800 giri