A quasi nove anni dalla sua presentazione, la più piccola e originale delle Range Rover va in pensione e viene sostituita da una suv che ne riprende nome e forme. I passaruota della nuova Range Rover Evoque sono sporgenti, le fiancate alte e il tetto piatto scende rapidamente verso il posteriore. Identica persino la lunghezza di 437 cm: il modo più semplice per riconoscere la nuova Evoque è fare caso alle scenografiche maniglie a scomparsa nelle porte anteriori e posteriori.Se le linee della sono simili a quelle dell’auto appena uscita dal listino, la scocca è interamente nuova: solo le cerniere delle porte sono le medesime. La nuova piattaforma è in acciaio e alluminio: le altre Land Rover, salvo la Discovery Sport, (che tra l’altro hanno anche il motore longitudinale anziché trasversale) utilizzano solo quest’ultimo materiale, più leggero ma che richiede anche una costruzione più ingombrante. Nel caso della nuova Range Rover Evoque, era tassativo non far crescere le dimensioni. La nuova struttura si chiama Premium Transverse Architetture e sostituisce la D8 (che era imparentata con quella della Ford Mondeo, frutto del matrimonio, fallito nel 2008, fra le due case). Motori e trasmissioni, invece, sono un’evoluzione di quelli già conosciuti:hanno un cambio automatico a 9 rapporti e un sistema “mild hybrid” a 48 Volt: sfrutta un motorino di avviamento da 15 CV collegato all’albero motore tramite la cinghia: nelle accelerazioni fornisce una spinta aggiuntiva (fino a 140 Nm), mentre nei rallentamenti viene trascinato dalle ruote e genera corrente per ricaricare una batteria da 0,2 kWh posta sotto il pianale. Profondamente rivisto l’abitacolo della nuova Range Rover Evoque: la plancia sottile e a sviluppo orizzontale riprendere elementi e stile della più grande Velar, con uno schermo centrale di 10 pollici, motorizzato e orientabile elettricamente, per il sistema multimediale. È ricco di funzioni (ma non sempre immediato…
A quasi nove anni dalla sua presentazione, la più piccola e originale delle Range Rover va in pensione e viene sostituita da una suv che ne riprende nome e forme. I passaruota della nuova Range Rover Evoque sono sporgenti, le fiancate alte e il tetto piatto scende rapidamente verso il posteriore. Identica persino la lunghezza di 437 cm: il modo più semplice per riconoscere la nuova Evoque è fare caso alle scenografiche maniglie a scomparsa nelle porte anteriori e posteriori.Se le linee della sono simili a quelle dell’auto appena uscita dal listino, la scocca è interamente nuova: solo le cerniere delle porte sono le medesime. La nuova piattaforma è in acciaio e alluminio: le altre Land Rover, salvo la Discovery Sport, (che tra l’altro hanno anche il motore longitudinale anziché trasversale) utilizzano solo quest’ultimo materiale, più leggero ma che richiede anche una costruzione più ingombrante. Nel caso della nuova Range Rover Evoque, era tassativo non far crescere le dimensioni. La nuova struttura si chiama Premium Transverse Architetture e sostituisce la D8 (che era imparentata con quella della Ford Mondeo, frutto del matrimonio, fallito nel 2008, fra le due case). Motori e trasmissioni, invece, sono un’evoluzione di quelli già conosciuti:hanno un cambio automatico a 9 rapporti e un sistema “mild hybrid” a 48 Volt: sfrutta un motorino di avviamento da 15 CV collegato all’albero motore tramite la cinghia: nelle accelerazioni fornisce una spinta aggiuntiva (fino a 140 Nm), mentre nei rallentamenti viene trascinato dalle ruote e genera corrente per ricaricare una batteria da 0,2 kWh posta sotto il pianale. Profondamente rivisto l’abitacolo della nuova Range Rover Evoque: la plancia sottile e a sviluppo orizzontale riprendere elementi e stile della più grande Velar, con uno schermo centrale di 10 pollici, motorizzato e orientabile elettricamente, per il sistema multimediale. È ricco di funzioni (ma non sempre immediato nella risposta) e ora integra Android Auto e Apple CarPlay, di serie per tutti gli allestimenti, salvo per quello base. dispetto della nuova architettura, il peso della Range Rover Evoque è aumentato: le versioni più accessoriate sfiorano i 1900 kg: tutto materiale necessario, secondo gli ingegneri della casa con cui abbiamo parlato, per raggiungere l’obbiettivo di migliorare il comfort, in particolare la silezionsità. Questo, però, si riflette anche sul carattere dell’auto. Il 2.0 a benzina da 249 CV ha la potenza che serve e spinge in silenzio già dai prima dei 2000 giri ma non è mai vigoroso. In parte, è “colpa” anche del cambio automatico a nove rapporti: ha passaggi di marcia rapidi e inavvertibili ma privilegia le marce alte, per ridurre i consumi.