Nata nel 2017, la Mazda CX-5 rappresenta circa il 25% delle vendite della casa giapponese in Europa: ecco perché il costruttore continua ad apportare migliorie. L’anno scorso gli interventi hanno riguardato l’insonorizzazione, la risposta del pedale del freno e altri dettagli. Ora è il turno dei motori a benzina e del sistema multimediale. I primi diventano mild hybrid, il secondo guadagna Android Auto e Apple CarPlay senza filo, controllabili anche dal nuovo schermo tattile (ma tutte le altre funzioni si gestiscono solo dalla rotellona cliccabile e ai pulsanti sul tunnel).Come in altre vetture del costruttore, i comandi della Mazda CX-5 sono intuitivi: tutti fisici, sono facili da usare a partire da quelli del “clima” (sebbene montati un po’ in basso). Quest’ultimo, in più modelli provati, non è stato esente da difetti di funzionamento: in automatico non soffia molta aria, e basta cambiare di mezzo grado la temperatura impostata per passare da un soffio freddo a uno caldo o viceversa. Il risultato è che ci si ritrova spesso ad armeggiare con i comandi.La tecnologia ibrida scelta per i motori a benzina è quella più semplice, ovvero la mild hybrid con l’unità elettrica (che nella Mazda CX-5 è di appena 6,5 CV) collegata al quattro cilindri tramite cinghia: nei rallentamenti ricarica una batteria a 24 volt (che non riduce la capacità del bagagliaio) e la stessa energia viene usata per aiutare il 2.5 in partenza e per riavviarlo. Per ridurre i consumi e le emissioni, il quattro cilindri è dotato anche di disattivazione automatica di due dei quattro cilindri: il sistema ha un funzionamento praticamente inavvertibile. Il pregio principale del 2.5 è la linearità di funzionamento e l’assenza di vibrazioni.