Unico Proprietario. Pari al Nuovo! Appena Sostituito Gomme, Batteria. Tagliandata Marzo 2025.
Fornita di 2 cupolini, coprisella e sellino posteriore.
La moto prende il nome dal, falco pellegrino l'uccello più veloce al mondo, capace di toccare i 385 km/h in picchiata. Tale accostamento è quanto mai azzeccato, dato che fin dal suo debutto la Hayabusa è stata considerata la moto più veloce del mondo, con una velocità massima di 312 km/h. Tale velocità è stata ben presto fonte di dibattiti, tanto che si arrivò a ipotizzare una messa al bando del veicolo in Europa; la questione si risolse nel 2000 con un gentlemen's agreement tra le quattro principali Case giapponesi, che fissarono la velocità massima dei loro modelli di punta a 299 km/h mediante l'uso di un limitatore elettronico. Per questo motivo, la Hayabusa prima serie è l'unica dotata di tachimetro con fondoscala fissato a 350 km/h (340 più una tacca), mentre nelle successive è a 300 km/h (280 più due tacche). La Hayabusa risulta essere molto curata sotto tutti i punti di vista: il motore da 1.298 cm³ è alimentato da una centralina con sei mappature specifiche per ogni marcia, caricate automaticamente grazie ad un sensore posto sul selettore delle marce, che viene utilizzato anche dal contamarce posto sul cruscotto. Il comparto freni è costituito da un doppio disco da 320 mm sull'anteriore e da un disco da 240 mm sul posteriore, con pinze Tokiko a sei pistoncini. Il forcellone è dotato di una capriata di irrigidimento e i leveraggi di collegamento al mono sono di tipo progressivo. Il monoammortizzatore è completamente regolabile. La carenatura, uno dei tratti distintivi di questa moto, è improntata all'aerodinamicità, tanto che in luogo della sella passeggero vi è una protuberanza ideata per opporre la minima resistenza possibile quando il pilota si…
Unico Proprietario. Pari al Nuovo! Appena Sostituito Gomme, Batteria. Tagliandata Marzo 2025.
Fornita di 2 cupolini, coprisella e sellino posteriore.
La moto prende il nome dal, falco pellegrino l’uccello più veloce al mondo, capace di toccare i 385 km/h in picchiata. Tale accostamento è quanto mai azzeccato, dato che fin dal suo debutto la Hayabusa è stata considerata la moto più veloce del mondo, con una velocità massima di 312 km/h. Tale velocità è stata ben presto fonte di dibattiti, tanto che si arrivò a ipotizzare una messa al bando del veicolo in Europa; la questione si risolse nel 2000 con un gentlemen’s agreement tra le quattro principali Case giapponesi, che fissarono la velocità massima dei loro modelli di punta a 299 km/h mediante l’uso di un limitatore elettronico. Per questo motivo, la Hayabusa prima serie è l’unica dotata di tachimetro con fondoscala fissato a 350 km/h (340 più una tacca), mentre nelle successive è a 300 km/h (280 più due tacche). La Hayabusa risulta essere molto curata sotto tutti i punti di vista: il motore da 1.298 cm³ è alimentato da una centralina con sei mappature specifiche per ogni marcia, caricate automaticamente grazie ad un sensore posto sul selettore delle marce, che viene utilizzato anche dal contamarce posto sul cruscotto. Il comparto freni è costituito da un doppio disco da 320 mm sull’anteriore e da un disco da 240 mm sul posteriore, con pinze Tokiko a sei pistoncini. Il forcellone è dotato di una capriata di irrigidimento e i leveraggi di collegamento al mono sono di tipo progressivo. Il monoammortizzatore è completamente regolabile. La carenatura, uno dei tratti distintivi di questa moto, è improntata all’aerodinamicità, tanto che in luogo della sella passeggero vi è una protuberanza ideata per opporre la minima resistenza possibile quando il pilota si trova rannicchiato sotto al cupolino (posizione usata nei rettilinei per migliorare l’aerodinamica e raggiungere una velocità maggiore). Altro stilema della Hayabusa è il muso, la cui forma richiama il becco di un falco.